I Modus Operandi della UnConf: come facciamo cosa
Seguono alcune proposte sul
come.
La UnConf si auto-organizza?
AntonioCavedoni: l’idea originale era più o meno di mettere gente interessante in un posto e lasciare che si organizzasse da sola. Su questo punto pare ci siano varie idee diverse, le ho unite in una sola pagina in cui possiamo argomentarle meglio:
la struttura della UnConf, auto-organizzante o no?
Collegamenti con l’esterno
AntonioCavedoni: Wifi ovunque, IRC ovunque, streaming & co.
FrancescoFullone: attenzione alle nuove leggi sul terrorismo, implementare una rete wireless potrebbe diventare più difficile del previsto :(
Senza palco?
GasparTorriero: Niente palco: sedie rigorosamente in circolo
- CristianoVerondini: troppo dispersive - se ci sono più di 20 persone le sedie in circolo frazionano il gruppo - preferisco l'idea di un moderatore
- [morbìn] Basta che sia uno che interrompe e fa dialogare veramente le persone. No-stream-of-pipponi di nessuno
GasparTorriero: Tavoli con un cartello: "Qui si parla di xxxxx"
- [ludo] Tavoli? troppo complicato, e poi se si è più di venti si rischia di essere a distanze siderali l'uno dall'altro. Una normale sala conferenze, tipo teatro. Il palco utilizzato per la conferenza di apertura, i lightning talk, le mini-presentazioni con cui i moderatori introducono i singoli argomenti.
- [AntonioSofi] questione di ecologia ambientale, inapplicabile in astratto - bisogna vedere il posto. Io per esempio me l'immagino all'aperto :) Se il palco si toglie sarà più un casino, ma è una dichiarazione d'intenti.
Pippone warning
AntonioCavedoni: Potremmo avere delle palette, dei cartelli, da dare al pubblico: se il relatore comincia a divagare troppo qualcuno del pubblica lancia il “pippone alert” a chi sta parlando.
- [ludo] Gia’, così si trasforma in una gazzarra; la democrazia in queste situazioni è utopistica, secondo me ogni argomento ha un moderatore che toglie e dà la parola. Funziona nelle conferenze di Dave Winer (Bloggercon).
In primavera, no?
AntonioCavedoni: In primavera: ci vuole tempo per organizzare decentemente le cose
[Daniele Medri]: condivido a pieno. Serve tempo per organizzare un evento del genere, con gli obiettivi (per quanto ora temporaneamente "fumosi") prefissati.
[cesare] Primavera, sì. Ma occorre al più presto arrivare alla definizione di una data precisa. È una scelta che ha evidenti ricadute anche su quella della sede. Dovunque ci si rivolga si deve dire: "'Si fa dal.. al.." "Ho bisogno di questo spazio in questi giorni...". Dando un'occhiata al calendario ho visto che c'è uno spazio interessante: ponte del 25 aprile. Parte da sabato 22 e arriva al 25 che è martedì. Cosa ne pensate? Non è meglio (più comodo) del we classico (venerdì-domenica) di cui altri hanno parlato?
Sponsor sì, sponsor no
[ludo]: Cercare sponsorizzazioni (i temi meno tecnici aiutano)
- [Maurizio Goetz]: Se si vogliono gli sponsor occorre che i temi siano ben specifici e riferiti ad ambiti precisi (tecnologia, comunicazione e a target bene definiti in modo che gli sponsor possano essere coinvolti
- AntonioCavedoni: nessun problema sulle sponsorizzazioni, ma sui temi non-tecnici? Forse non è tanto la distinzione tecnico/non-tecnico che ci deve interessare, quanto il taglio da dare al trattamento delle tematiche: invece di fare qualcosa di divulgativo tipo i web-days, potremmo preferire la dimensione di salotto e di scambio di idee tra gente già introdotta ai temi in questione?
- [ludo] niente divulgazione, non è un corso del comune ma una conferenza; secondo me temi tecnici nei lightning talk (5-10 minuti), per il resto argomenti prefissati con moderatore, che introduce con la sua esperienza rilevante e esempi concreti la discussione
- [Maurizio Goetz]: Conviene costruire come al Milia dei percorsi tematici molto precisi con tagli specifici che attraggono anche pubblici specifici
- [ludo]: il mio contrapporre temi non tecnici a quelli tecnici proposti per primi era per cercare di non cadere in uno scambio di vedute e esperienze di utilizzo su linguaggi/piattaforme/ecc. riservato ai geek; io metterei in primo piano argomenti di respiro più ampio e sinceramente (pur essendo geek) più interessanti, ovviamente con il coinvolgimento su invito di persone italiane di spicco che possano dare avvio alla discussione; credo che mettendoci insieme un po' di conoscenze si tirano fuori
- FrancescoFullone: attenzione, la ricerca degli sponsor non significa solo trovarli ma anche soddisfarli. Il che vuol dire poter fare fattura diretta per il ricevimento del denaro (e quindi chi organizza l'evento deve poterle emetterle) o convincerli a pagar loro direttamente le spese della conferenza (ie. impianti elettrici, attrezzatura, pubblicità). Inoltre avere degli sponsor significa dover fare pubblicità (cartelloni, locandine) che porta problemi logistici come il dover pagare tasse ai comuni per l'affissione (se più di uno), la siae per le gabelle varie e chiedere il permesso per fare eventuale volantinaggio. Sembra strano, ma molte aziende hi-tech preferiscono vedere spesi i propri soldi in cartaccia che non verrà letta da nessuno (ma con il loro logo) piuttosto che nell'affitto di una sala più fica.
Universita’ sì, universita’ no?
CristianoVerondini: coinvolgiamo enti o università?
- [Maurizio Goetz]: E' un ottima idea, ma per esperienza personale conviene coinvolgere i singoli docenti e non le università per non avere problemi di incompatibilità, in tale modo si possono fare dei tavoli transdisciplinari, una volta individuati i temi posso dare indicazioni di docenti.
- AntonioCavedoni: se dovessimo decide per la sede a Bologna potrebbe farci comodo avere dei locali dall’Universita’
- [morbìn]: Dubito che intellettuali universitari in Italia sappiano qualcosa della rete. Sono per sentir parlare e parlare con quelli che in Italia internet la fanno sul serio e hanno un'idea democratica e partecipata della rete.
- [Daniele Medri]: di persone preparate e aperte mentalmente ce ne sono molte, accademici o meno. Generalizzare e' un errore.
- [Maurizio Goetz] Morbin, in generale hai ragione, ma ci sono alcuni, pochi, che ci capiscono es. Prof. Carlo Galimberti, coordinatore del Licent, Laboratorio sulla Comunicazione Interattiva in Cattolica o Michele Mezza di Rai che insegna a Perugia e una buona parte di docenti dell'Universita’ di Siena. [matteo] Aggiungo assolutamente Mario Ricciardi (la persona che ha creato in Italia il Museo Nazionale del Cinema di Torino come lo conosciamo ora), Politecnico di Torino, magari su arte e innovazione tecnologica. In ogni caso, occhio, i timori di Morbin sono condivisibili.
- [morbìn]: Non c'è un docente universitario che abbia un blog. E questo mi sembra un dato significativo non perchè i blog sono belli a prescindere, ma perchè sono un modo, come un altro, di sporcarsi le mani e scendere... dal livello aureo delle cattedre universitarie al livello del volgo (la chiamano ironia)
- [ludo]Uh, e che combinano i docenti in rete? Se ne esistono che hanno fatto qualcosa di meritevole che non sia la solita pubblicazione-pippa per acquisire crediti nei concorsi, ben vengano.
- [giuseppe] No, ne conosco almeno un paio che avrebbero delle cose interessanti da dire e da fare, e altri che vorrebbero imparare (perché no?. io sono uno di quelli, e potrei forse dare una mano col dipartimento di Lingue dell'Universita’ di Bologna. Un'idea democratica della rete comporta anche il cercare di persuadere gli altri della sua efficacia e bellezza.
- [Daniele Medri]: giuseppe ha ragione sulla presenza di docenti blogger. Su Bologna, giuseppe scrivimi.
- [AntonioSofi] Non c'è docente universitario che abbia un blog mi sembra affermazione azzardata... certo, se cerchi i professori ordinari ne troverai pochi (ma qualcuno c'è). Dando una disponibilità di massima del mio dipartimento a Firenze (qualche bella sala c'è), siamo sicuri che ci vogliamo chiudere nelle università?
Ospiti esteri?
[ludo]: Invitare un ospite estero più o meno noto per ogni tema, io ad esempio potrei contattare Dean Allen di TextDrive
? e TextPattern
?; darebbe respiro internazionale e renderebbe il tutto più vivace e interessante;
- [Maurizio Goetz]: Anche su questo posso dare una mano, al contrario di Antonio il cui pensiero segue, auspico un confronto internazionale.
- AntonioCavedoni: Su questo punto non sono tanto d’accordo. Per una volta preferirei evitare le solite (perdonate il termine) marchette invitando ospiti dall'estero per concentrarci di più su quello che succede in Italia. Ovvero: di eventi internazionali ce ne sono già un sacco, sarebbe bello che ce ne fosse uno anche qua da noi, ma IMHO andrebbe fatto in stile *marcatamente* internazionale.
- [ludo]: Non le pensavo come marchette, ma come stimolo alla discussione e (forse) all'imitazione; su alcuni temi in Italia siamo indietro, e avere qualcuno che all'estero è già avanti può servire da confronto e per gettare le basi anche qui; ovviamente in maniera pratica, all'americana, evitando il più possibile le discussioni sui massimi sistemi e i metafilosofismi; il problema è la lingua che complica tutto quanto;
- [Luca-ezekiel] perchè non anche un pò di filosofia, oltre alla pratica? o meglio conseguente alla pratica... altrimenti diventa solo una serie di workshop.
- [cesare]: sono d'accordo con Antonio sul fatto di concentrarsi prima di tutto su quello che succede/non succede in Italia. ha anche ragione ludo sul fatto di evitare i metafilosofismi.
- [Luca-ezekiel] d'accordo con Antonio, a me piacerebbe sentire/vedere finalmente delle nuove idee "italiane" invece dei noiosi riferimenti ai soliti autori stranieri. Quindi eviterei i soliti big, però forse qualche personaggio indipendente che possa essere di stimolo non lo scarterei.
- [Paolo Massa] credo sia importante fare la conferenza in italiano, cosicche' non sia richiesto avere una buona conoscenza dell'inglese per poter intervenire nelle discussioni. Se si invitano ospiti stranieri, secondo me, devono saper parlare italiano.
- [AntonioSofi] concordo anche io con Antonio, con le anti-marchette; e con Cesare sul concetrarsi sull'Italia.
Quota di iscrizione?
[ludo]: Fare pagare la partecipazione, come succede all'estero; magari con due fasce di prezzo, una che comprende la cena (un centinaio di euro o poco più) e una senza (qualche decina di euro), in modo da finanziare l'evento e far partecipare solo chi realmente interessato; se non si è disposti a spendere 40-50 euro vuol dire che si può stare a casa; chi proprio non ce li ha aiuta ad organizzare e partecipa gratuitamente;
FrancescoFullone: favorevole alla quota di iscrizione, però per farsi pagare bisogna che ad organizzare l'evento sia una società che possa emettere regolare fattura.
[Daniele Medri]: l'opzione "pagamento ingresso" o "partecipazione" comporta tasse SIAE e altri obblighi aggiuntivi che richiedono un livello di "formalita'" aggiuntiva: a chi possiamo fare riferimento per questo? societa'?. Molto favorevole invece a moduli di registrazione online per a. quantificare le persone e il loro interesse, b. capirne la dislocazione geografica (quindi "dove" sarebbe comodo trovare la sede), c. valutare quali aspetti sono di maggiore interesse e quali meno, per dare suggerimenti utili all'organizzazione.
Chi vuol essere relatore lieto sia
[morbìn]: Propongo che, una volta giunti a una conclusione su quali macro-temi toccare, si pensi da una parte a chi di esterno ai partecipatori al wiki si vuole invitare e, dall'altra, sia pubblicato un 'bando' per cui ognuno può presentare un abstract del suo intervento (come si fa per le conferenze universitarie). Gli abstract che vengono giudicati più interessanti dai partecipatori all'organizzazione della conferenza, sono relatori.
- [AntonioSofi] concordo, con uno spazio libero in cui lasciare che qualcuno, anche lì per lì, possa improvvisare un intervento lampo su un tema.
[Daniele Medri]: buona l'idea del call4paper e aggiungo, proprio perche' c'e' il Web di mezzo e non pubblicazioni su supporti cartacei che limitano, di valorizzare i non-scelti ugualmente pubblicando loro eventuali articoli, report, link, ecc.
Dietro le quinte
FrancescoFullone: bisognerebbe discutere anche di chi si vorrà fare carico del lavoro da fare dietro le quinte, la manifestazione potrà auto-organizzarsi, ma comunque dei riferimenti
in loco saranno indispensabili ;)