.netart - numero 5, ottobre 2000 - anno 2
.netart - la rivista italiana di webdesign
 
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Panoramica: Sulla Navigazione

Sul criterio di navigazione di un sito web si sono spesi fiumi di parole sul net e sulle riviste specializzate, ad ogni modo credo che sia opportuno fare una breve panoramica sull'argomento, che non è quindi nuovo ma sicuramente (visti i numerosi risultati non certo brillanti sul net) sottovalutato.
Capita spesso al navigatore di imbattersi in siti (soprattutto sperimentali o perlomeno non istituzionali) caratterizzati da soluzioni grafiche e multimediali davvero interessanti ma privi del più elementare criterio di navigazione, un web designer quando comincia lo sviluppo di un sito web deve (dovere professionale) tenere in considerazione molteplici fattori che contribuiranno al successo del proprio lavoro:

  1. La banda a disposizione per la visualizzazione del sito
    Attualmente la situazione (mi riferisco al panorama web italiano) non è certo delle più felici, e se fino a 3-4 anni fa si poteva parlare di una velocità di trasferimento effettiva dei dati che si aggirava intorno a 1 Kb/s, al giorno d'oggi temo che la velocità media non superi (nelle più rosee previsioni) la velocità di 2,5-3 Kb/s. Tenuto conto di questi dati (che sono influenzati da molteplici fattori come: tipo di processore, quantità di memoria RAM, modem, caratteristiche del server che ospita il sito da visitare e via discorrendo), e tenuto conto dei canonici 8 secondi che costituiscono il tempo ottimale d'attesa dell'utente per visualizzare completamente una pagina web, si può calcolare che una pagina-tipo non debba superare i 24 Kb di peso tra codice e grafica. Questi "sbarramenti" di dimensioni non sono ovviamente rispettati date le numerose possibilità d'implementazione di soluzioni multimediali (in prima fila le animazioni Flash), comunque queste problematiche dovrebbero sempre essere considerate.

  2. L'uso di soluzioni tecniche innovative per lo sviluppo delle pagine web di un sito
    Molto spesso ci si imbatte in siti che richiedono la presenza di numerosi plug-in necessari per la completa visualizzazione di tutti gli elementi del sito, tale inconveniente contribuisce inesorabilmente a scoraggiare il visitatore che deve spesso attendere lunghi tempi per scaricare direttamente on-line i programmi richiesti per poi accedere nuovamente al sito che desidera visitare. Bisogna considerare anche il fatto che molti utenti navigano dal posto di lavoro, e se un utente privato spesso si prende la briga di aggiornare il proprio software per garantire il buon funzionamento della propria macchina, lo stesso non vale per le aziende che a volte si avvalgono di software proprietari sviluppati in epoche remote (per il web gli anni sono come ere geologiche) e quindi non possono aggiornare il sistema operativo o il browser che magari non supporta nemmeno i frames!

  3. Pensare al sito in questione come un "sistema aperto"
    Un sito web non è come un libro (anche se alcuni criteri di base sono mutuati dal mondo della carta stampata), è invece un sistema dinamico che può crescere e trasformarsi anche velocemente nel tempo (si pensi ai numerosissimi e noiosissimi aggiornamenti sulle rassegne stampa della maggior parte dei siti istituzionali di un certo livello). All'atto della progettazione di un sito, è necessario pensare ad un'opera incompiuta piuttosto che ad un prodotto finito, quest'ottica permette al professionista di affrontare eventuali e molto probabili modifiche ed aggiornamenti richiesti dal cliente, la struttura del sito (e in primo luogo il criterio di navigazione) deve essere quindi flessibile.

  4. La compatibilità tra piattaforme
    Altro annoso e irrisolto problema è quello dell'ottimizzazione del sito per i diversi browsers (ma di questo avremo ancora occasione di parlarne) e in relazione ai sistemi operativi. Il web designer dovrebbe (il condizionale è d'obbligo dato che non tutti hanno a disposizione macchine che girano con sistemi operativi diversi per i test di rito) controllare il proprio prodotto su almeno i principali sistemi operativi (lasciamo perdere magari Sun Solaris, SCO-unix ecc…) per garantire la più ampia compatibilità una volta pubblicato il sito sul web; è anche vero che ormai la stragrande maggioranza degli utenti usa Microsoft Windows 98 (Windows 2000 stenta a decollare per ovvi motivi), ma è sempre presente una fetta di utenza che si avvale di sistemi che presentano delle caratteristiche molto diverse da Windows (basti pensare a MacOs) e che quindi potrebbero causare un'errata visualizzazione del sito.

  5. Analisi della tipologia di cliente e scelta delle soluzioni tecniche e visive appropriate
    Questo punto forse è il più difficile dato che coinvolge anche la creatività del web designer e la sua capacità di capire le reali esigenze del cliente; spesso è necessario compiere vere e proprie indagini di mercato per centrare l'obiettivo di soddisfare le aspettative del cliente che nel migliore dei casi ha delle sue idee fumose assolutamente incompatibili con il web e vorrebbe ovviamente vederle realizzate cinque minuti dopo averle esposte. Il nocciolo della questione è tentare di "educare" il cliente ad un approccio "a video" del problema e quindi proporgli soluzioni che lo convincano, questo però comporta dei rischi se prima non si hanno davvero le idee chiare sulla tipologia di utenza che è destinata a visitare il sito: il sito di un cementificio sarà ovviamente diverso da quello di una discoteca.

  6. Pensare il prodotto con una visione più possibile vicina a quella dell'utente
    E questo è il fulcro dell'articolo: organizzare un sito in modo che ogni sua parte sia immediatamente e chiaramente fruibile dall'utente, in parole povere concepire un albero di navigazione efficace, semplice, diretto e intuitivo.



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 ENGLISH
[1] Editorial. No, we're not dead nor about to die. Let us explain...

[2] Peter Van Den Wyngaert, nrg.be. One of the best Flash3 developers shares his fears and expectation about the 5th generation of this tool

[3] Licence to Flash. Jay Jam and the fireworks!

 
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© 2000 Antonio Cavedoni, Frederic Argazzi e Adriano Fragano.