Anno 2, Numero 4 - Agosto 2000   .NETART la rivista italiana di web design  

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Fondamenti di grafica web
di Andrea Papaioannu

PNG, futuro protagonista

Il panorama dei formati grafici sul web non finisce con GIF e JPEG: da qualche tempo, infatti, un terzo formato grafico (nelle intenzioni destinato a rimpiazzare GIF e JPG) è intento a far parlare di sé. Il suo nome è Portable Network Graphics (PNG, pronuncia ping) e le sue caratteristiche sono strabilianti: il suo algoritmo permette una compressione non distruttiva più efficace di quelle di GIF e TIFF e la profondità di colore raggiunge la mostruosità di 48 bits/pixel (16 bits in scala di grigio), senza ovviamente rinunciare a trasparenza e progressività; un jolly assoluto è rappresentato poi dalla possibilità di memorizzare la gamma e di incorporare meta-dati, utili per l'indicizzazione e l'inserimento di informazioni quali descrizioni e firma dell'autore.

Un discorso a parte (che esula dalle caratteristiche prettamente tecniche del PNG ma che spiega il motivo dietro alla nascita di questo formato) è quello che riguarda le royalties: la Unisys Corporation, proprietaria dell'algoritmo di compressione del GIF, impone una 'GIF tax' che colpisce ogni software (tools grafici, browsers ecc.) in grado di supportare questo formato (tempo addietro era pure girata la voce - fortunatamente falsa - che la Unisys volesse 5.000 dollaroni da ogni sito contenente anche un solo GIF!!); l'algoritmo del PNG è invece royalty-free, e cioè di libero utilizzo.

immagine in formato PNG A causa dei problemi infrastrutturali, il limite dei 48 bits non è ancora sfruttato; il PNG è infatti per ora disponibile nelle due varianti a 8 bits (chiamato PNG-8) e a 24 (PNG-24), grosso modo equivalenti rispettivamente a GIF e JPEG in termini di utilizzo.

Il PNG-8 permette la riduzione della profondità di colore per diminuire le dimensioni del file e supporta la trasparenza. Il confronto tra le compressioni di PNG-8 e GIF non ha un vero vincitore; il GIF è leggermente migliore nei pattern regolari, il PNG negli altri casi. Per quanto riguarda l'animazione, il PNG non la supporta, ma lo fa il MNG (cioè Multiple-image Network Graphics, e si pronuncia 'ming'), sul quale attualmente non è il caso di dilungarsi (vedi quanto detto sopra a proposito del GIF animato).

Il PNG-24 vince il confronto con il JPEG per quanto concerne la qualità (e ci vuol poco, avendo una compressione non distruttiva) ma - ed è l'altra faccia della medaglia - con tutta probabilità le dimensioni del PNG-24 saranno maggiori di quelle del JPEG. Diversamente da quest'ultimo, però, il PNG supporta una esaltante trasparenza multilivello a 8 bit (256 livelli!!) che permette una transizione dolcissima dall'immagine al background della pagina; nulla a che vedere con la drastica cancellazione di un singolo colore che troviamo nei GIF trasparenti.

Sfortunatamente, non poche sono le nubi all'orizzonte del PNG (anche se un po' si stanno diradando). Per una panoramica di questo formato (con tanto di epitaffio...), consiglio la lettura di Whatever happened to PNG? di Jeffrey Veen. Dall'alto della sua posizione di Interface Director di Wired Digital, Mr. Veen ci spiega come mai una delle migliori cose che potessero accadere alla grafica nel web rischia di rimanere sepolta nell'oscurità.

Un'altra lettura consigliata su questo formato grafico - lettura che ci illustra i salti mortali necessari per inserire un ping in una pagina - è Make pages go PNG di Paul Anderson, apparsa nella colonna Tag Mania di C|net Builder.

Anche il mio guru personale della grafica web, Joe Gillespie, ha scritto un pezzo sul PNG dall'eloquente titolo PNG - The Other Web Graphics Format; neanche il caso di dirlo, la lettura è vivamente consigliata.


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© 1999, 2000 Frederic Argazzi, Antonio Cavedoni