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di Andrea Papaioannu
PNG, futuro protagonista
Il panorama dei formati grafici sul web non finisce con GIF e JPEG:
da qualche tempo, infatti, un terzo formato grafico (nelle intenzioni
destinato a rimpiazzare GIF e JPG) è intento a far parlare di sé.
Il suo nome è Portable Network Graphics (PNG, pronuncia
ping) e le sue caratteristiche sono strabilianti: il suo algoritmo
permette una compressione non distruttiva più efficace di
quelle di GIF e TIFF e la profondità di colore raggiunge la mostruosità
di 48 bits/pixel (16 bits in scala di grigio), senza ovviamente
rinunciare a trasparenza e progressività; un jolly assoluto
è rappresentato poi dalla possibilità di memorizzare la
gamma e di incorporare meta-dati, utili per l'indicizzazione e
l'inserimento di informazioni quali descrizioni e firma dell'autore.
Un discorso a parte (che esula dalle caratteristiche prettamente tecniche
del PNG ma che spiega il motivo dietro alla nascita di questo formato)
è quello che riguarda le royalties: la Unisys Corporation, proprietaria
dell'algoritmo di compressione del GIF, impone una 'GIF tax' che colpisce
ogni software (tools grafici, browsers ecc.) in grado di supportare questo
formato (tempo addietro era pure girata la voce - fortunatamente falsa
- che la Unisys volesse 5.000 dollaroni da ogni sito contenente anche
un solo GIF!!); l'algoritmo del PNG è invece royalty-free,
e cioè di libero utilizzo.
A causa dei problemi infrastrutturali, il limite dei 48 bits non è
ancora sfruttato; il PNG è infatti per ora disponibile nelle due
varianti a 8 bits (chiamato PNG-8) e a 24 (PNG-24), grosso modo equivalenti
rispettivamente a GIF e JPEG in termini di utilizzo.
Il PNG-8 permette la riduzione della profondità di colore
per diminuire le dimensioni del file e supporta la trasparenza. Il confronto
tra le compressioni di PNG-8 e GIF non ha un vero vincitore; il GIF
è leggermente migliore nei pattern regolari, il PNG negli altri
casi. Per quanto riguarda l'animazione, il PNG non la supporta, ma
lo fa il MNG (cioè Multiple-image Network Graphics, e si pronuncia
'ming'), sul quale attualmente non è il caso di dilungarsi (vedi
quanto detto sopra a proposito del GIF animato).
Il PNG-24 vince il confronto con il JPEG per quanto concerne la
qualità (e ci vuol poco, avendo una compressione non distruttiva)
ma - ed è l'altra faccia della medaglia - con tutta probabilità
le dimensioni del PNG-24 saranno maggiori di quelle del JPEG. Diversamente
da quest'ultimo, però, il PNG supporta una esaltante trasparenza
multilivello a 8 bit (256 livelli!!) che permette una transizione dolcissima
dall'immagine al background della pagina; nulla a che vedere con la drastica
cancellazione di un singolo colore che troviamo nei GIF trasparenti.
Sfortunatamente, non poche sono le nubi all'orizzonte del PNG (anche se
un po' si stanno diradando). Per una panoramica di questo formato (con
tanto di epitaffio...), consiglio la lettura di Whatever
happened to PNG? di Jeffrey Veen. Dall'alto della sua posizione di
Interface Director di Wired Digital, Mr. Veen ci spiega come mai una delle
migliori cose che potessero accadere alla grafica nel web rischia di rimanere
sepolta nell'oscurità.
Un'altra lettura consigliata su questo formato grafico - lettura che ci
illustra i salti mortali necessari per inserire un ping in una
pagina - è Make
pages go PNG di Paul Anderson, apparsa nella colonna Tag Mania di
C|net Builder.
Anche il mio guru personale della grafica web, Joe Gillespie, ha scritto
un pezzo sul PNG dall'eloquente titolo PNG
- The Other Web Graphics Format; neanche il caso di dirlo, la lettura
è vivamente consigliata.
Continua: il formato vettoriale
SVG
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