|
|
|

LA VERA STORIA DEL BARDI WEB AWARD
Si era alla fine di Settembre dello scorso anno, quando un piccolo gruppo
di maestre in pensione - gentili e minute signore, delicate ed apparentemente
fragili come porcellane, ma con nel cuore la forza e la tenacia di chi
ha dedicato la vita ad educare tutta una serie di giovani generazioni
- si rivolse a noi con sguardo affettuoso e speranzoso: ma non potete
aiutarci, voi che conoscete il modo delle nuove tecnologie informatiche?
Guardate, la nostra Val Ceno, così bella, continua a spopolarsi;
ogni giorno qualcosa di indispensabile, per poter continuare ad abitarVi,
rischia di sparire, di essere chiuso: la scuola, i piccoli negozi, persino
l'unico distributore di benzina in un paese come Varsi! Non può
essere che le nuove tecnologie servano solo a disorientarci, non vogliamo
diventare i nuovi analfabeti del futuro, vogliamo comprenderle ed utilizzarle
per continuare a vivere qui con la dignità dei vecchi montanari,
potendo parlare, da pari a pari, con il resto del mondo, anche se lontano.
Questo, più o meno, fu quello che ci dissero Ester, Lucia, Antonia.
Andrea scosse la testa: era da tempo che pensava ad una sperimentazione
pilota di vallata, era il sogno inespresso, maturato a poco a poco mentre
dedicava la sua intelligenza, la sua preparazione, la sua costanza ad
altri interessi e ad altri paesi. E sì - disse Andrea - vorrei
tanto veder realizzato, qui dove sono nato, un progetto pilota che parta
dalla scuola, moderna, ben attrezzata che consenta l'insegnamento a distanza;
un piano che coinvolga il mondo del lavoro sia per attività svolte
localmente su richiesta di ditte lontane sia come nuovo modo di trattare
direttamente gli affari in rete; una iniziativa che approdi poi all'area
dei servizi prestati in modo efficace ed efficiente, attraverso una strada
virtuale capace di superare le asperità del nostro territorio senza
devastarlo.
Emanuele buttò li la sua idea: sarebbe necessario un Evento
(con la Maiuscola) che sia utile per chi si avvicini alle nuove tecnologie
e nello stesso tempo sia in grado di richiamare l'attenzione sulle potenzialità
delle vallate appenniniche (a dir il vero Emanuele parla sempre della
Val Ceno, perché ha imparato da piccolo ad amare questi luoghi,
da suo nonno Arturo e nessuno glieli può più togliere dalla
testa).
Perché, disse allora Emanuele, non iniziamo con l'organizzare
un premio per siti web? Lo so', di premi ve ne sono tanti, ma un sito
web è come un piccolo libro, pubblicato in pochi istanti su uno
schermo distante anche mille miglia e formato di parole, disegni, immagini,
suoni; é un libro in movimento; è spesso un'opera d'arte
che, per realizzarsi, richiede l'apporto di tanti specialisti ed il supporto
di tecniche sempre più sofisticate. Perché non suggeriamo
di premiare un sito web visto come l'insieme delle sue varie componenti,
come il risultato finale di una felice collaborazione? Potremmo organizzare
una sorta di esposizione dei siti web segnalati come meritevoli dalla
giuria, un workshop dove le immagini richiamate sui video dai visitatori
si proiettino su pannelli, come quadri multimediali. Perché anche
l'espressione artistica si sta evolvendo rapidamente sotto i nostri occhi,
senza che ce ne avvediamo.
Se ne parlò allora con l'Amministrazione Comunale, che aveva alcuni
primati da mettere in evidenza: il Comune è infatti, in Italia,
il secondo per estensione. Tanti boschi, lunghe vie per raggiungere gruppi
di case abbarbicate su costoni montani, ma pochi, pochissimi voti da immolare
sull'altare della democrazia politica e consumi veramente troppo bassi
da spendere la dove solo il ritorno economico ha voce. Al Sindaco l'idea
appena abbozzata piacque, anche se un poco pazza perché nessuno
di noi si era mai cimentato in precedenza con un premio. E questo, mi
sembra, vada ascritto a titolo di giovanile coraggio da parte di un Sindaco
che è il decano di tutti i Sindaci della nostra Provincia.
L'idea piacque anche ad altri impavidi: a Caterina che rinunciò
ad un'esposizione più tradizionale per mettere a disposizione di
un evento multimediale la bella chiesa di San Francesco, sede del Centro
Studi; al mite signor Mario che, sussurrando con tono cortese, ricordò
a tutti noi che la Val Ceno è più nota all'estero che in
Italia, per la sua flora selvatica, per le tante specie di orchidee che
vi si trovano (ma che tentano di nascondersi all'occhio del profano);
a Gianandrea, artista ironico ed un poco sognatore, che da questo suggerimento
è stato capace di trarre un bel logo per il premio, a Mauro, pronto
ad affrontare le fauci delle rigide regole del profitto pur di darci una
mano per migliorare la connettività, a Pierfrancesco che tenta
di tradurre in realtà l'immagine del polittico virtuale, lottando
fra problemi tecnici ed economici, a Francesco senza cui non sarebbe stato
possibile la collaborazione con l'Università di Parma ed a tanti
altri - Giacomo, Gianni, Sara, Beppe, Ilaria, Francesco, Renata, Gian
Paolo, ed altri ancora - ognuno dei quali è stato ed è un
tassello prezioso indispensabile per realizzare un sogno.
Questo raccontino non è inventato, è tratto da fatti realmente
accaduti e parla di persone realmente esistenti perché, vedete,
è proprio così che è nato il Bardi Web Award ed è
così che attorno a questa idea si sono raccolti i primi consensi
- della Provincia, della Comunità Montana Ovest, del Provveditorato
agli Studi, degli altri Comuni della Val Ceno, del Lions Club Bardi Val
Ceno - e le prime indispensabili collaborazioni, quelle della Fondazione
IBM Italia, della Telecom S.p.A., di Infomont S.p.A. cui è seguita
la adesione di Ciaoweb SpA, grazie alla quale potete leggere questa breve
storia. Un premio internazionale, che è oggi come un bimbo in fasce
che deve crescere. Ed è per questo che Vi invito tutti a sostenerci
e visitarci, che invito i giovani e meno giovani autori a partecipare
agli eventi ed ad utilizzare questa vetrina gratuita per farsi conoscere
e per far conoscere quanto di bello abbiamo, quanto di buono sappiamo
fare. Ve lo dice il www.bardiwebaward.org
Torna alla home
|
|