Anno 2, Numero 4 - Agosto 2000   .NETART la rivista italiana di web design  

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Speciale .netart: Bardi Web Award 2000

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LA VERA STORIA DEL BARDI WEB AWARD
Si era alla fine di Settembre dello scorso anno, quando un piccolo gruppo di maestre in pensione - gentili e minute signore, delicate ed apparentemente fragili come porcellane, ma con nel cuore la forza e la tenacia di chi ha dedicato la vita ad educare tutta una serie di giovani generazioni - si rivolse a noi con sguardo affettuoso e speranzoso: ma non potete aiutarci, voi che conoscete il modo delle nuove tecnologie informatiche?

Guardate, la nostra Val Ceno, così bella, continua a spopolarsi; ogni giorno qualcosa di indispensabile, per poter continuare ad abitarVi, rischia di sparire, di essere chiuso: la scuola, i piccoli negozi, persino l'unico distributore di benzina in un paese come Varsi! Non può essere che le nuove tecnologie servano solo a disorientarci, non vogliamo diventare i nuovi analfabeti del futuro, vogliamo comprenderle ed utilizzarle per continuare a vivere qui con la dignità dei vecchi montanari, potendo parlare, da pari a pari, con il resto del mondo, anche se lontano. Questo, più o meno, fu quello che ci dissero Ester, Lucia, Antonia.

Andrea scosse la testa: era da tempo che pensava ad una sperimentazione pilota di vallata, era il sogno inespresso, maturato a poco a poco mentre dedicava la sua intelligenza, la sua preparazione, la sua costanza ad altri interessi e ad altri paesi. E sì - disse Andrea - vorrei tanto veder realizzato, qui dove sono nato, un progetto pilota che parta dalla scuola, moderna, ben attrezzata che consenta l'insegnamento a distanza; un piano che coinvolga il mondo del lavoro sia per attività svolte localmente su richiesta di ditte lontane sia come nuovo modo di trattare direttamente gli affari in rete; una iniziativa che approdi poi all'area dei servizi prestati in modo efficace ed efficiente, attraverso una strada virtuale capace di superare le asperità del nostro territorio senza devastarlo.

Emanuele buttò li la sua idea: sarebbe necessario un Evento (con la Maiuscola) che sia utile per chi si avvicini alle nuove tecnologie e nello stesso tempo sia in grado di richiamare l'attenzione sulle potenzialità delle vallate appenniniche (a dir il vero Emanuele parla sempre della Val Ceno, perché ha imparato da piccolo ad amare questi luoghi, da suo nonno Arturo e nessuno glieli può più togliere dalla testa).

Perché, disse allora Emanuele, non iniziamo con l'organizzare un premio per siti web? Lo so', di premi ve ne sono tanti, ma un sito web è come un piccolo libro, pubblicato in pochi istanti su uno schermo distante anche mille miglia e formato di parole, disegni, immagini, suoni; é un libro in movimento; è spesso un'opera d'arte che, per realizzarsi, richiede l'apporto di tanti specialisti ed il supporto di tecniche sempre più sofisticate. Perché non suggeriamo di premiare un sito web visto come l'insieme delle sue varie componenti, come il risultato finale di una felice collaborazione? Potremmo organizzare una sorta di esposizione dei siti web segnalati come meritevoli dalla giuria, un workshop dove le immagini richiamate sui video dai visitatori si proiettino su pannelli, come quadri multimediali. Perché anche l'espressione artistica si sta evolvendo rapidamente sotto i nostri occhi, senza che ce ne avvediamo.

Se ne parlò allora con l'Amministrazione Comunale, che aveva alcuni primati da mettere in evidenza: il Comune è infatti, in Italia, il secondo per estensione. Tanti boschi, lunghe vie per raggiungere gruppi di case abbarbicate su costoni montani, ma pochi, pochissimi voti da immolare sull'altare della democrazia politica e consumi veramente troppo bassi da spendere la dove solo il ritorno economico ha voce. Al Sindaco l'idea appena abbozzata piacque, anche se un poco pazza perché nessuno di noi si era mai cimentato in precedenza con un premio. E questo, mi sembra, vada ascritto a titolo di giovanile coraggio da parte di un Sindaco che è il decano di tutti i Sindaci della nostra Provincia.

L'idea piacque anche ad altri impavidi: a Caterina che rinunciò ad un'esposizione più tradizionale per mettere a disposizione di un evento multimediale la bella chiesa di San Francesco, sede del Centro Studi; al mite signor Mario che, sussurrando con tono cortese, ricordò a tutti noi che la Val Ceno è più nota all'estero che in Italia, per la sua flora selvatica, per le tante specie di orchidee che vi si trovano (ma che tentano di nascondersi all'occhio del profano); a Gianandrea, artista ironico ed un poco sognatore, che da questo suggerimento è stato capace di trarre un bel logo per il premio, a Mauro, pronto ad affrontare le fauci delle rigide regole del profitto pur di darci una mano per migliorare la connettività, a Pierfrancesco che tenta di tradurre in realtà l'immagine del polittico virtuale, lottando fra problemi tecnici ed economici, a Francesco senza cui non sarebbe stato possibile la collaborazione con l'Università di Parma ed a tanti altri - Giacomo, Gianni, Sara, Beppe, Ilaria, Francesco, Renata, Gian Paolo, ed altri ancora - ognuno dei quali è stato ed è un tassello prezioso indispensabile per realizzare un sogno.

Questo raccontino non è inventato, è tratto da fatti realmente accaduti e parla di persone realmente esistenti perché, vedete, è proprio così che è nato il Bardi Web Award ed è così che attorno a questa idea si sono raccolti i primi consensi - della Provincia, della Comunità Montana Ovest, del Provveditorato agli Studi, degli altri Comuni della Val Ceno, del Lions Club Bardi Val Ceno - e le prime indispensabili collaborazioni, quelle della Fondazione IBM Italia, della Telecom S.p.A., di Infomont S.p.A. cui è seguita la adesione di Ciaoweb SpA, grazie alla quale potete leggere questa breve storia. Un premio internazionale, che è oggi come un bimbo in fasce che deve crescere. Ed è per questo che Vi invito tutti a sostenerci e visitarci, che invito i giovani e meno giovani autori a partecipare agli eventi ed ad utilizzare questa vetrina gratuita per farsi conoscere e per far conoscere quanto di bello abbiamo, quanto di buono sappiamo fare. Ve lo dice il www.bardiwebaward.org

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© 1999, 2000 Frederic Argazzi, Antonio Cavedoni