Speciale  StradaNove - il settimanale digitale StradaNove .netArt - la prima rivista italiana di web design
anno 1 - numero 01 - novembre 1999

. .
.

Dmitry Kirsanov

Intervista al web designer di san Pietroburgo che insegna il mestiere agli americani

Dmitry's Design Lab

NA: Dmitry, sei famoso in tutto il mondo per la tua preziosa rubrica Dmitry's Design Lab su webreference.com. Pensi che, in un lavoro dove non è possibile nascondere i propri trucchi, dato che il codice è sempre visibile, la cooperazione tra i professionisti e la divulgazione siano più diffuse che in altre aree, dove ciascun cuoco si tiene le sue ricette per sè?

DK: Le aree che maggiormente mi interessano sono il visual design e le tecnologie strategiche di Internet, non trucchi o tecniche particolari di web design. Il visual design non è qualcosa che puoi semplicemente imparare guardando i sorgenti di una pagina, quindi in questo aspetto il web non è più aperto rispetto ad altre tecnologie precedenti.
Mi è capitato di avere alcune idee originali, che mi hanno permesso di mettere in piedi un mio sistema concettuale di visual design che i miei lettori non avrebbero trovato altrove, ma le idee in sè stesse non sono specifiche del Web o di Internet. Io sono un teorico del design più che un divulgatore di web design, e il genere nel quale i miei articoli nel Design Lab si sono gradualmente sviluppati è più o meno simile alla critica letteraria - non pretende di insegnare a nessuno come scrivere drammi Shakespeariani, ma fornisce analisi e ispirazione per chi sia interessato al funzionamento della letteratura.
Nonostante tutta la sua apertura, i veri talenti sono ugualmente rari nel Web design come in qualunque altra disciplina. Quello che è così incredibilmente interessante nel Web non è il suo aspetto tecnologico o creativo, ma il fatto che abbia rivoluzionato il modo in cui comunichiamo, ed è stato proprio questo a permettermi di raggiungere un pubblico internazionale con i miei articoli.

NA: Vengono fatti molti sforzi per migliorare l'aspetto grafico del Web, spesso a sfavore dell'accessibilità universale. Inoltre sembra che i produttori di browser non riescano assolutamente a raggiungere un accordo per semplificare la vita dei Web designer. Come pensi che si presentiil futuro, da questo punto di vista?

DK: Sono un ottimista per questo aspetto. Penso che la confusione tecnologica dei primi pochi anni del Web verrà decisamente annullata, sopravvivendo solo come mito: quei lontani giorni di caos. Penso che la prima forza imponente dietro questi cambiamenti saranno gli open standard e i prodotti open source che stanno avendo un ottimo momento recentemente e che hanno veramente un grande potenziale per rivoluzionare il modo di sviluppo dei programmi per computer.

NA: Sembra che ogni sito commerciale, specialmente nel business dell'intrattenimento, stia abbracciando Flash. Pensi che ogni Web designer diventerà un animatore nei prossimi anni? Il Web si appresta a diventare una TV più grande e più colorata?

DK: E' Interessante comparare l'avvento di Flash con HTML, che fu una grande novità solo pochi anni fa.
In quei giorni, uno poteva spesso sentir dire che la natura ipertestuale di HTML e del World Wide Web avrebbe cambiato per sempre il modo di presentare le informazioni. Era sempre stato dato per scontato che in quella formula, ipertestuale, iper fosse sempre molto più importante di testuale. E dove siamo adesso? Chiaramente, i collegamenti sono ingegnosi, e usarli è ormai diventata un'abitudine subconscia sia per gli scrittori che per i lettori. Ma l'ipertesto ha certamente fallito nel tentativo di cambiare le nostre antiche abitudini nel percepire le informazioni. Ancora oggi spendiamo la maggior parte del nostro tempo leggendo, non cliccando sui link. In più, i navigatori si annoiano facilmente se devono cliccare troppo per trovare le informazioni che stanno cercando.
Penso che una simile evoluzione - da una grande promessa a una mera abitudine - sia normale per ogni tecnologia. Flash è un buon formato, ottimo per la distribuzione di animazione e interattività sul Web, ma tutti i suoi meriti sono limitati dal semplice fatto che l'animazione e l'interattività molto spesso non sono necessarie e, anzi, spesso diventano indesiderabili.
Di certo un designer dei nostri giorni deve possedere qualche abilità nell'animazione, ma non credo che diventerà la caratteristica principale della professione - solamente una delle molte capacità necessarie per avere successo.
Per quanto riguarda la TV spero sinceramente che diventi gradualmente più simile ad Internet, non viceversa. Quello di cui sto parlando non sono le differenze tecnologiche. Penso che il paradigma televisivo della disseminazione dell'informazione sia una di quelle cose che faremmo meglio a dimenticare, e a non portare nel prossimo secolo. Il flusso monodirezionale dell'informazione, la scelta limitata, scarso feedback o interattività, la mancanza assoluta di spazio per la creatività da parte dello spettatore - tutte cose che potevano suonare interessanti negli anni 50 ma che diventano sempre più reazionarie nel mondo moderno.
E' interessante notare come nelle società totalitarie di oggi Internet sia soppressa, mentre la TV è diffusissima e incoraggiata, essendo un mezzo dello Stato di controllare i propri cittadini.

NA: Sempre più oggetti di tutti i giorni permettono all'utente di entrare in Internet (telefoni, TV, console per videogame...). Sta diventando sempre più difficile testare un sito su ogni piattaforma sulla quale potrebbe essere visualizzato. Come dovrebbero comportarsi i designer di siti web rispetto a questo problema?

DK: Questa è una domanda che andrebbe fatta agli sviluppatori dei nuovi dispositivi web-enabled, la maggior parte dei quali violano gli standard con ancora meno scrupoli di quanto non facciano gli odierni browser. Questo problema non verrà risolto sino a quando gli ingegneri e i programmatori non impareranno ad osservare tutti gli standard Internet rilevanti e ad introdurre estensioni solamente in un modo veramente ortogonale, conforme agli standard.
Per quanto riguarda i designer, già i loro compiti di tester sono immensi e in crescita, specialmente se pensano di utilizzare DHTML o CSS. Ma la maggior parte dei problemi in quest'area possono essere - e lo sono - prevenuti minimizzando il numero di tecnologie utilizzate da un sito al minimo comune denominatore di tutte le periferiche di visualizzazione rilevanti.

www.kirsanov.com

NA: Lavorando principalmente attraverso Internet, normalmente tu non incontri mai i tuoi clienti. Questa mancanza di contatto personale influenza il tuo lavoro o le relazioni con i tuoi clienti?

DK: In realtà non posso fare paragoni perchè non ho mai lavorato diversamente. Questo modo di operare è assolutamente normale e naturale per me. In più sono sicuro che, col passare del tempo, sempre più persone lavoreranno via Web dalle loro case e sempre più industrie e settori di servizi si dovranno perciò gradualmente virtualizzare.
Gli uffici pieni di scartoffie diventeranno una cosa del passato, più o meno come le fabbriche sporche e rumorose sono diventate una cosa del passato nella nostra era post-industriale. Questo riserva un enorme potenziale per incrementare la produttività e liberare la creatività in praticamente tutti i settori. Per me, l'aspetto più importante di questo è che Internet permette a persone da paesi economicamente meno sviluppati, come la Russia, di competere con il mercato mondiale e di essere pagati con i più alti standard mondiali per il loro lavoro.

NA: Il tuo studio è una società composta da una sola persona? Pensi che i singoli designer dovrebbero entrare nel mercato cercando di dare l'impressione di essere più grandi di quello che in realtà sono?

DK: Anche i migliori progetti di Web design sono solitamente oltre le capacità di una singola persona. Comunque io sono un one-designer studio nel senso che mi rivolgo occasionalmente a artisti, programmatori e sviluppatori HTML per lavorare su specifici progetti sotto la mia direzione creativa. Dato il recente volume di lavoro, penso che presto comincerò anche a cercare un secondo designer che si aggiunga al mio studio.
Per quando riguarda il presentarsi al cliente, non penso che tu debba sentirti inferiore semplicemente perchè non hai una lista di personale lunga una pagina. E' molto più importante essere sinceri e professionali, e paga essere sinceri con i propri clienti online, esattamente come paga esserlo in ogni altro mestiere.
Se vuoi persuadere un cliente che pensa che tu sia troppo piccolo per il lavoro, devi farlo riferendoti agli esempi di successo del tuo portfolio, non osannando il tuo staff o il tuo budget.

NA: Qual è l'errore più comune commesso dai Web designer?

DK: Probabilmente pensare che il prefisso web e il fatto di sapere un po' di HTML permetta loro di essere meno professionali di quanto debbono esserlo i designer tradizionali.

NA: I motori di ricerca cercano sempre di tenere per sè i propri criteri di classificazione dei siti. I designer possono aiutare i propri siti ad essere più visibili?

DK: Anche questa domanda non dovrebbe essere posta ai Web designer ma ai creatori dei motori di ricerca. I motori di oggi trarrebbero grande beneficio da una maggiore flessibilità, versatilità, intelligenza, e - soprattuto - apertura e standardizzazione.
Mentre abbiamo quello che abbiamo, i designer possono solo usare la solita magia nera per assicurare un posizionamento corretto dei propri siti nei motori di ricerca e i risultati non sono garantiti.

NA: La Rete parla inglese. Anche chi non lo parla dalla nascita, come te, pubblica in inglese. In Italia questo è un limite per molto utenti di Internet che non possono accedere a gran parte delle risorse online. Pensi che la situazione vada cambiando verso una nuova generazione di siti multilingue o che il gap tra persone che parlano inglese e persone che non lo parlano sia destinato ad aumentare?

DK: Le Reti nazionali sono già in crescita a tassi più alti rispetto al Web in generale, quindi la percentuale di contenuto in lingua sulla Rete non può che aumentare. Comunque sono sicuro che l'inglese rimarrà sempre il linguaggio primario di comunicazione professionale su Internet. Ecco perchè, se non è la tua lingua nativa, non ti rimane che la possibilità di essere bilingue altrimenti sei destinato a rimanere un consumatore di ciò che altri creano, con poche possibilità future di lasciare una tua traccia.
Era possibile raggiungere il successo sul lavoro senza parlare inglese nell'epoca della posta comune ma ora semplicemente non ti puoi permettere di ignorare questo linguaggio.

web.design - Dmitry Kirsanov

NA: Parlando di lingue straniere, il russo proprio non lo mastichiamo ma vorremmo ugualmente leggere il tuo libro. Quando uscirà in inglese? E in italiano?

DK: Non ho informazioni su una traduzione italiana, ma una versione inglese del mio libro è attualmente in lavorazione. Non abbiamo stabilito un limite temporale, ma penso che potrei metterci circa un anno per arrivare ad un manoscritto finito. Non sarà semplicemente una traduzione del mio libro in russo o una compilation dei miei articoli online; il materiale da entrambe queste sorgenti verrà rivisto, riarrangiato, sistematizzato e considerevolmente esteso. Nuove idee e concetti emergono costantemente dalla mia pratica di design e il nuovo libro rifletterà certamente i molti cambiamenti nel mio modo di vedere il design da quando il mio libro in russo è stato stampato nell'Aprile del 1999.

NA: Ok, non ti chiediamo di ammettere che copi qualcuno ;) ma quali sono i tuoi web designer preferiti?

DK: Ci sono molti grandi designer ora sul Web, e non posso nemmeno sostenere di essere a conoscenza di tutti quelli che meriterebbero di essere menzionati. Comunque ho una particolare affezione per quelli da cui ho imparato molto nei primi tempi del Web e della mia carriera. Sono David Siegel, Clement Mok e il designer russo Art Lebedev. La maggior parte dei loro lavori sono ancora molto istruttivi e ispiranti.

NA: Sono stati scritti molti libri sia per web designer principianti che per professionisti. Oltre ad HTML Unleashed, quali suggeriresti?

DK: Internet offre da sola una tale ricchezza di informazioni che, personalmente non sento una reale necessità di fare riferimento a libri per qualunque argomento in relazione ad Internet o ai computer in generale. Quando ho tempo di leggere libri è per la maggior parte poesia o narrativa :)


.
Read this text in English


HTTP://NETART.STRADANOVE.NET
- La rivista italiana di web design
Numero 01 - Dicembre 1999