Speciale  StradaNove - il settimanale digitale StradaNove .netArt - la prima rivista italiana di web design
anno 1 - numero 01 - novembre 1999

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Browser, Html e Mani nei Capelli

Antonio Cavedoni 01/12/99

Che voi abbiate esperienza o no nel web design, prima o poi vi porrete la fatidica domanda "e se io guardo questa pagina con Netscape 3 (un browser a caso...), che cosa vedo?". E magari verificando il vostro documento nel suddetto browser scoprirete che il layout composto in ore e ore di duro lavoro notturno è completamente sballato: meglio tardi che mai. Adesso non vi resta che mettervi le mani nei capelli, scaricare svariate versioni di svariati browser e correggere, se possibile, l'html in modo che si adatti alla maggior parte di questi programmi oppure riscrivere completamente il codice da zero.

Ultimamente sto facendo il redesign di un sito che era stato creato da una società di produzione di cd-rom. Il sito era stato fatto alla fine del 1997, il web muoveva i suoi primi timidi passi in Italia e molti aspetti di html, specialmente quelli riguardanti la compatibilità tra le diverse piattaforme e tra i diversi browser, non erano ancora molto noti agli sviluppatori. Questa ditta aveva deciso di provare a spostare il proprio know-how nella creazione di cd-rom mettendosi a fare siti web; aveva fatto imparare html e java ai suoi programmatori e aveva chiesto a coloro che si occupavano della grafica dei cd-rom di interessarsi della grafica per i siti, ma non aveva tenuto conto del fatto che coloro che avrebbero visto il loro materiale avrebbero avuto differenti browser. Oltre a creare un sito che aveva una struttura di navigazione e delle immagini dalle dimensioni tipiche di un cd-rom, quest'ultimo andava benissimo nei pc degli sviluppatori e con i loro Explorer 3.01 ma se uno provava a vederlo con Explorer 3.0, che aveva una versione diversa della Java Virtual Machine, era inservibile. Gli sviluppatori si presentarono dal cliente per mostrare il frutto del loro sudato lavoro e i risultati furono un'enorme figuraccia e una nottata in bianco passata a correggere il tutto.

 

 

In ogni caso, nonostante siano passati già due anni---dico già perché il web ci ha abituato a ritmi veramente senza tregua---la situazione non è migliorata di molto. Microsoft, la 'Grande Sorella' ha potenziato il suo Internet Explorer ed ha modificato il sistema operativo Windows in modo che diventasse una cosa sola col browser, e lo ha fatto bene; personalmente trovo Explorer potente, veloce e comodo. Il problema è che Microsoft entrando nel mercato dei browser ha applicato alla lettera la sua politica sul software e quindi ha riempito il suo browser di tag "proprietari", cioè visibili solo con quest'ultimo e che esulano dall'html standard. Ma il vero dramma è che anche Netscape ha deciso di seguire la strada dei tag proprietari, ponendo non pochi problemi agli sviluppatori che devono provare ogni pagina su duecento browser diversi. Il problema è che è mancata un'autorità che garantisse una regolamentazione su html e sul modo in cui doveva essere interpretato dai browser, e anche quando questa è stata istituita col consorzio W3C, la compliance, ovvero la conformità agli standard del suddetto consorzio veniva ignorata o volutamente travisata sia da Microsoft che da Netscape.

Ma se il problema fosse finito qua saremmo stati a cavallo; html non è stato inventato e poi abbandonato a sé stesso, ma piano piano sono stati aggiunti tag, rimossi altri, revisionata la sintassi ed ampliate le possibilità sia di dinamicità delle pagine che di inserimento di contenuto attivo, continuamente in aggiornamento. L'industria dei browser ha quindi continuamente rilasciato versioni nuove, patch, aggiornamenti dei loro programmi che non hanno fatto altro che complicare ancora di più il problema della compatibilità. Le diverse versioni degli stessi browser infatti non hanno interpretazioni coerenti verso html, senza contare poi le stesse versioni degli stessi browser ma su piattaforme diverse, Unix-Linux, Mac e adesso anche WebTV, WinCE, console per videogiochi come il Sega Dreamcast... e chi più ne ha più ne metta.

[Cosa Fare?]

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- La rivista italiana di web design
Numero 01 - Dicembre 1999